Storia Merano

La città di Merano, in tedesco “Meran”, è ubicata nell’Italia settentrionale ed è capoluogo della comunità comprensoriale del Burgraviato. Merano si trova nel fondovalle all’inizio di quattro importanti valli: la Val Venosta, la Val Passiria, la Val d’Adige e la Val d’Ultimo. Merano è attraversata dal torrente Passirio che sfocia nell’Adige, si trova alle pendici del Gruppo Tessa.

Dista 30 km da Bolzano ed è messa in contatto da una superstrada a 4 corsie, conosciuta come “MEBO”, e da una linea ferroviaria. Alla periferia di Merano sorgono il paese ed il castello di Tirolo da cui prende nome la regione storica del Tirolo.

A Merano abita una piccola comunità ebraica con una propria sinagoga, inaugurata nel 1901. Vi sono anche una chiesa dedicata al culto russo-ortodosso, completata nel 1897 all’interno della Casa Borodine su progetto dell’architetto Tobias Brenner e dedicata a San Nicola, dalla seconda metà dell’800, una comunità e una chiesa evangelica luterana, eretta nel 1885 su progetto dell’architetto Johann Vollmer di Berlino. Un tempo vi erano una chiesetta anglicana ed una piccola comunità anglo-americana. Da vedere il fatto che sui cartelli le indicazioni stradali e le informazioni sono scritte in italiano come in tedesco. Negli uffici pubblici, così come nei negozi, nei bar, in qualsiasi locale, si parla sia italiano che tedesco. Nelle scuole i programmi didattici prevedono lo studio delle lingue italiana e tedesca, spesso sin dall’asilo.

Clima

Considerato luogo di cura, Merano era orientata verso un turismo per la terza età grazie al clima mite e alla tranquillità che la caratterizzano. Negli ultimi decenni questa tendenza è cambiata soprattutto grazie ad un’offerta più variegata ed all’arrivo del turismo nazionale, facendo scendere l’età media dei suoi visitatori.

Storia

L’attuale Merano in epoca romana era detta Maia e si trova sul confine tra la provincia della Rezia e la Regio X Venetia et Histria. In epoca tardo-antica vi si sviluppa un insediamento fortificato localizzato a partire dalla rocca dell’attuale castel San Zeno (Zenoberg). Merano si incrementa notevolmente sotto i conti del Tirolo con Alberto III di Tirolo e con Mainardo II di Tirolo-Gorizia. Di quel periodo rimane l’imponente torre Ortenstein detta “Pulverturm” o “polveriera” perché adoperata dal XVI secolo a deposito di esplosivo.

Merano diviene città nel XIII secolo. Nel XIV secolo, si sviluppa il settore commerciale grazie ai privilegi concessi da Leopoldo III. Con il cabiamento di sede dei conti ad Innsbruck nel 1420 la città perde la sua importanza come centro economico, pur rimanendo capitale della contea del Tirolo fino al 1848. Solo con le guerre di liberazione del Tirolo del 1809, Merano torna al centro dell’attenzione.
Nella seconda metà dell’Ottocento Merano diventa un importante luogo di cura e villeggiatura dell’Impero austro-ungarico e la città si estende fuori del perimetro delle mura su esemplari urbanistici di provenienza viennese e salisburghese. Dopo la Prima guerra mondiale Merano, viene annessa all’Italia.

Merano ha un’antica tradizione turistica. Molti sono infatti gli ospiti della politica e della cultura che hanno passato le loro vacanze nella città, come l’imperatrice Sissi e gli scrittori Franz Kafka e Gottfried Benn. Questo  perché scienziati e medici hanno sempre consigliato la città per il suo clima mite e quasi mediterraneo e per la qualità dell’aria. Nel 1912 nasce il grandioso Kursaal (o Kurhaus), opera dell’architetto Friedrich Ohmann che era legato alla Sezession viennese. Anche dopo il 1945 Merano è una delle mete più frequentate dai turisti in Alto Adige.

A Merano si segnala il Museo Provinciale del Turismo “Touriseum”, ospitato nel Castel Trauttmansdorff, al quale è annesso il giardino botanico, uno dei più belli in Italia. A dicembre 2005 sono state riaperte le Terme di Merano con annesso un hotel a quattro stelle.

Il toponimo è certificato come Mairania nel 857 e deriverebbe da “terra mairana”, ovvero terra appartenente ad una fattoria padronale bavarese altomedievale (maioria – Meierhof). Il nome è poi attestato nel 1242 come Meran e nel 1317 come stat ze Meran (“città di Merano”). Dal XV secolo prevale la forma auf der Meran. Altre traduzioni fanno derivare il nome di Merano da “Mario” (Marianum, proprietà di Mario), – interpretazione poco accreditata perché i più antichi reperti archeologici risalgono al medioevo, o da “mara” (zona di detriti, morena).

Lo stemma di Merano mostra l’aquila tirolese, seduta su un muro con quattro pezzi di merlatura ghibellina e tre arcate che simboleggiano la città. L’insegna è conosciuta dal XIV secolo; il sigillo più vecchio risale al 1353 e quello a colori al 1390. In una immagine del 1759 l’aquila viene raffigurata con una corona ed una ghirlanda verde d’onore. Nel 1928 fu concesso uno stemma simile, ma con cinque parti di merlatura e le arcate con i cancelli aperti sopra un prato di trifoglio. Dopo il secondo conflitto mondiale fu ripristinato lo stemma precedente. A Merano esistevano le Caserme “Polonio”, “Battisti”, “Rossi” e Villa Acqui. Merano era sede della Brigata alpina.

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